Durante questi pochi allenamenti sulla ss113 il mio buon vecchio “muletto”, che mi aveva accompagnato nell’avventura del 2008, ha ceduto all’ usura e il cambio se ne è andato a “cachì” danneggiandosi e facendomi restare con la catena penzoloni due volte.

Sconvolto inoltre dalla mia lentezza e dal peso stratosferico della bici (un trattore con un elefante sopra anche senza bagaglio) ho riflettuto un pò e , a mio malincuore, ho deciso di cambiare mezzo.

Ma come cazzo ho fatto nel 2008? Avevo una croce sulle spalle!! Inesperienza? Ero più giovane e incosciente? Metterci una vita soffrendo le pene dell’inferno ci può stare, ma su un aggeggio costruito per  scalare un sentiero di montagna con rapporti da maccchina da rally stavolta non mi va. L’ho già fatto ed è stata considerata “follia e masochismo” da ciclisti professionisti…magari ora basta, devo arrivare a Torino.faccia da 2 forature in 15 km

Quando mi sembra di andare forte in pianura con il “muletto” mi sorpassano, come se fossi un camion in autostrada, “ciclisti” di 60 anni con le gambine smilze da impiegato e capita che in discesa mi sorpassino a 50 all’ora pedalando, mentre io con i rapporti corti sono costretto a guardarli sfrecciare senza poter girare i pedali perchè andrebbero a vuoto. La cosa è frustrante, mi scoraggia. Ok non sono un ciclista, ma dico, un minimo di prestazioni in più rispetto a uno che ha l’età di mio padre e prende la bici solo la domenica…

Non voglio scorciatoie e soprattutto in questa specifica esperienza non devo competere con nessuno, ma forse avere una bici con gomme sottili che se butto il sangue mi fa fare almeno i 25/30 all’ora invece di rimanere piantato…può essere una buona cosa, anche perchè stavolta rispetto al 2008 ho 600 km in più da pedalare. Dico, alla fine sto levando solo qualche chilo di zavorra inutile, non vado mica a motore!

Allora ho chiamato un ragazzo che conosco e me ne ha trovata una decente, tra le più economiche da corsa, almeno così dice “per quello che devi fare tu va bene, per correre è un pò pesante, ma è una buona bici comunque”.

Ieri il primo allenamento senza “muletto” mi è sembrato un tradimento, ma un cambiamento radicale, quasi come andare con una modella dopo essere stato con un cesso…

Bella, snella, leggera, veloce…e ha bucato 2 volte in 15 km. E’ regola, quello che guadagni da un lato lo devi pagare dall’altro!

Dopo le prime bestemmie ho capito che le gomme, non solo bucano con estrema facilità rispetto a una mtb, ma non erano neanche così nuove come mi ha detto chi me l’ha venduta.  Arrivato a Termini Imerese, ridotto una pietà (nonostante un passaggio in macchina dei miei per qualche km), ho trovato assistenza da “Un pò di bici”.

Il signore più anziano del negozio mi ha riconosciuto (è uscito ieri l’articolo su di me sul Giornale di Sicilia che posterò presto) e mi ha invitato a tornare per sistemare  l’assetto, dato che “si ddu stai tutto torto poi a schiena etta vuci” (se stai tutto storto la tua schiena urlerà). Oltre a spiegarmi un paio di trucchi per far durare di più le ruote mi ha anche regalato due camere d’aria. Un altro signore intanto mi sostituiva le gomme con un paio più resistente alle lunghe distanze.

Salutati gli amici di “Un pò di bici”, dai quali tornerò in settimana per un controllino, ho fatto i 35 km di statale per Cefalù super pompatissimo  e ho stabilito un pò di feeling con il mezzo nuovo.

Ora so che in pianura posso fare magari i 30 all’ora senza morire e soprattutto, con i ciclisti della domenica (quelli scarsi si intende) posso andare a ruota.

Grazie “muletto”, rimarrai sempre la mia preferita. Vedrete la nuova compagna di viaggio appena finisco di mettere su gli adesivi degli sponsor…:)