Nell’ Agosto 2008 ho compiuto il primo tentativo di risalita del Paese in bici per raggiungere Berna, Svizzera, partendo da Palermo.

La risalita andò male,la bici era troppo carica (un “incudine” come dice un mio amico) e il telaietto che doveva portare tutta quella roba, la gran parte della quale praticamente inutile, si spezzava ogni 200 km rischiando di forare la gomma posteriore.
Arrivai a Grosseto, deluso e stanco e rinunciai alla “missione”. L’attraversamento così lento della costa tirrenica mi ha fatto però conoscere delle realtà per me del tutto nuove.

La gente mi parlava della crisi, i campeggi lamentavano assenze importanti degli abitudinari, le cucine dei ristoranti chiudevano a Luglio indebitate e il personale emigrava all’estero.

Vi era poi un’ Italia rurale delle strade provinciali in cui contadini e pastori passavano i pomeriggi a bordo strada vendendo frutta e formaggi, riposando spesso in baracche in legno o addirittura a terra (come in Marocco o in Asia) mentre le donne parlavano sulla porta di casa e interrompevano i pettegolezzi solo al mio passaggio, impietosite dal mio stato.
Era il 2008, sono passati 3 anni ed è il 150° anno del Paese. Vorrei riprovarci, stavolta ripercorrendo le tappe dei Mille di Garibaldi, con la stessa bici da 200 €, forte della mia esperienza passata (anche senza aver fatto un allenamento specifico, il che lo renderà come sempre un inferno). Ora tutto ha più senso, ho una missione precisa: ricordare l’impresa dei Mille, raccontarla e raccontare ciò che invece vivo nella mia marcia.
Sarò da solo, è vero, ma condividerò con voi le testimonianze trovate per strada, ciò che vedo e ciò che soffro. Il tutto con un iPhone, uno strumento leggero e abbastanza funzionale per uploadare qua i video e le foto che ritengo più importanti.
Come risalire il fiume Oreto, amato e odiato dalla mia città, sono convinto che anche questa durissima esperienza mi darà un’idea più chiara del luogo in cui vivo.
Dicono che la mia generazione non crede nel Paese, non crede nel lavoro, non ha valori, non ha spirito di sacrificio, io credo sia vero solo in parte e mi rivolgerò a chi vorrà seguire questo blog, per condividere un entusiasmo e una sofferenza che potrebbero far nascere qualche domanda…al di là del banale “ma è pazzo?”.