Ieri a Palermo ho tenuto il mio primo workshop di filmmaking d’avventura, in collaborazione con VediPalermo. Tra i partecipanti c’era chi studia cinema, chi sta per partire a piedi, chi va in barca a vela, ma anche fotografi viaggiatori e due giovani operatori del CNSAS.

E’ stata una giornata molto piena perché abbiamo visto insieme tutte le fasi della creazione di un documentario di avventura (ma anche di reportage in località “ostili” del mondo), da come trovare l’idea fino alle possibili strade della distribuzione del prodotto.

Dopo una breve introduzione storica sul filmmaking d’avventura (da Shackleton fino agli sport estremi moderni), abbiamo visto in modo strutturato le fasi principali e le criticità più comuni che ci si trova ad affrontare prima, durante e dopo la realizzazione di un documentario in zone impervie. Ovviamente, oltre alle testimonianze dirette di ciò che ho vissuto sulla mia pelle, ho portato ai ragazzi diversi esempi ed aneddoti che ho raccolto da testimonianze dirette, libri o  video di altri.

Uno degli obiettivi principali di questo workshop di filmmaking d’avventura, al quale intendo dare continuità, è aiutare professionisti e non dell’outdoor a raccontare e condividere le proprie avventure tramite video, mezzo ormai necessario per la comunicazione e il marketing sui social, anticipando alcune delle difficoltà più comuni che queste attività comportano. Anche in termini economici e di sicurezza.

 

Con il contributo dei due operatori del CNSAS presenti in classe abbiamo speso più di qualche parola sulla prudenza necessaria 24/7 quando siamo in azione…specialmente con una telecamera in mano, in un luogo che presenta mille insidie. L’esposizione al rischio va bene, se usiamo la testa. Sono molto contento della grande partecipazione del gruppo perché in tutte le fasi della giornata ci sono state tante domande, interventi competenti e molta attenzione. Non mi aspettavo un entusiasmo del genere. Da ripetere presto! Yahoo!