“Verba volant, scripta manent”

Oltre a lavorare come “on board reporter” per Shoreteam, che segue il progetto di vela oceanica di Andrea Fantini e Alberto Bona a bordo della barca Enel Green Power, ho cominciato a collaborare occasionalmente con un altro team, quello dello skipper Ambrogio Beccaria, nuova promessa della vela oceanica italiana, due volte campione italiano della Classe Mini.

Per Ambrogio ho girato dei brevi video sulla vita a bordo del suo Mini 650 (cosa mangia, dove e quanto dorme in regata, come elabora la strategia in base al meteo) che saranno pubblicati sulla sua pagina fb durante la traversata dell’Atlantico che avverrà a breve in occasione della seconda tappa della Mini Transat 2017.

Ho anche avuto la possibilità di raccontare in un video la sua partenza per la prima tappa della MiniTransat, avvenuta l’1 Ottobre da La Rochelle (tappa dalla Francia alle Canarie in cui Ambrogio è arrivato primo degli italiani e sesto assoluto!). Che esperienza quella partenza! L’energia nell’aria era pazzesca, non mi aspettavo proprio un momento di tale intensità.

Questo ramo del mio lavoro mi piace sempre di più e sto imparando moltissimo su come girare video a bordo di barche da corsa, con tutte le difficoltà del caso (salt water management in primis).

Non è come essere in un fiume o in una foresta, che sono comunque ambienti impegnativi. L’oceano è un ufficio molto difficile in cui lavorare.

Da questo training continuo sto ricavando molte informazioni utili che metto regolarmente per iscritto. L’intenzione è realizzare un protocollo, un metodo di lavoro preciso, da fornire agli skipper, affinché migliorino nella produzione di video in autonomia.

In molte regate oceaniche è ormai obbligatorio produrre foto e video da mandare all’organizzazione via satellite almeno una volta a settimana. La pena sono multe anche di migliaia di euro. E poiché durante le competizioni in solitario e in doppio non è consentito avere a bordo un reporter, i regatanti devono essere in grado di fare da soli. Questo aspetto del loro lavoro non può essere improvvisato e va (in teoria) preparato come ogni altro aspetto della gara.

Già solo imparare a dire qualcosa che abbia un senso davanti alla telecamera richiede tempo e voglia.

Ora sono tornato a Lorient per salire a bordo del Class 40 di Andrea e Alberto e filmare la messa a punto in mare del loro nuovo gioiello fresco fresco di varo e cominceremo presto la formazione sull’aspetto video.

Vi tengo aggiornati sul resto!